In informatica è acronimo di Redundant Array of Independent Disks, insieme ridondante di dischi indipendenti, è una tecnica di raggruppamento di diversi dischi rigidi collegati ad un computer che li rende utilizzabili, dalle applicazioni e dall’utente, come se fosse un unico volume di memorizzazione. Tale aggregazione sfrutta, con modalità differenti a seconda del tipo di implementazione, i principi di ridondanza dei dati e di parallelismo nel loro accesso per garantire, rispetto ad un disco singolo, incrementi di prestazioni, aumenti nella capacità di memorizzazione disponibile, miglioramenti nella tolleranza ai guasti.
RAID 0:
la capacità dei dischi che lo compongono viene sommata al fine di ottenere un unico, ampio, volume. Se uno qualunque dei dischi dovesse rompersi, i dati sono compromessi.
Minimo 2 dischi
RAID 1:
gli stessi dati vengono scritti in tutte le unità disco del volume, in modo da proteggere i dati in caso di perdita di un disco.
Minimo 2 dischi
RAID 5 e RAID 6:
i dati vengono scritti in blocchi di parità su tutti i dischi del volume. I file risultano protetti rispettivamente contro i guasti di uno o due dischi.
Minimo 3 dischi

RAID 10:
con due o più segmenti garantisce protezione contro un guasto di un singolo disco in ogni segmento.
Minimo 4 dischi
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